Introduzione

 logo masterLa risposta alla domanda “perché un master sulla gestione e il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie” risiede nella sua stessa intitolazione a Pio La Torre. È proprio al Deputato siciliano, infatti, che si deve la proposta di una legge che ha introdotto il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso all’interno del nostro codice penale, ma soprattutto ha indicato la confisca ( anche preventiva) dei beni ai mafiosi come uno tra gli strumenti più efficaci di contrasto alla criminalità organizzata.

Cosa più brutta della confisca dei beni non c’è […]» queste parole sono di Francesco Inzerillo, esponente di una delle famiglie mafiose più importanti di Palermo, e confermano pienamente la validità dell’intuizione di Pio La Torre, che aveva ben compreso quanto caro fosse ai mafiosi il patrimonio prodotto in anni  e anni di attività criminali e quanto importante sarebbe stato colpire la mafia non più, o non soltanto,  perseguendo i singoli reati, bensì centrando il suo punto nevralgico, ossia l’accumulazione di quegli ingenti capitali che costituiscono il fine principale dell’organizzazione.

Il 30 aprile 1982, Pio La Torre verrà ucciso da Cosa Nostra, ma per l’emanazione della legge che porterà il suo nome (Legge n. 646/1982 “Rognoni-La Torre”), si dovranno attendere ancora quattro mesi ed un’altra morte “eccellente”, il 3 settembre dello stesso anno verrà assassinato Carlo Alberto dalla Chiesa, anch’egli instancabile sostenitore della assoluta necessità dell’aggressione ai patrimoni mafiosi.

Altra importante tappa sarà quella  segnata il 7 marzo 1996: l’emanazione della legge n. 109/96, che prevede il riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Il cammino prosegue con l’istituzione dell’Agenzia nazionale (istituita con d.l. 4/2010), che si occupa dell’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie e da ultimo con l'approvazione del Codice Antimafia ( D. Lgs. 159/2011)

Beni confiscati

Il Master in Gestione e riutilizzo dei beni e delle aziende confiscati alle mafie. Pio La Torre è sostenuto dal patrocinio e dalla compartecipazione dell’AssociazioneLibera. Associazioni e numeri contro le mafie e rientra pienamente nelle finalità dell'Accordo di cooperazione culturaletra “Alma Mater Studiorum” e LIBERA, siglato nel 2006 e rinnovato nel 2010 (Prot. 15139).

Si tratta di una iniziativa di formazione post-laurea  nata da un’esigenza concreta, segnalata dalle più importanti Procure italiane e da dirigenti di Enti pubblici che lamentano una totale lacuna di professionalità rispetto alla gestione dei beni confiscati alle mafie da parte di amministratori giudiziari e alla mancanza di conoscenza da parte di Enti locali che vogliano chiedere in assegnazione un bene o un'azienda confiscata e che sopratutto non vogliono che questa scelta, ad alto valore simbolico, rappresenti una “pesante zavorra”.

Il Master  si propone, quindi, di formare professionalità in grado di gestire un bene o un’azienda dal momento della custodia a quello della confisca, per poi divenire oggetto di una richiesta di assegnazione a fini sociali, ex legge 109/1996, e ritornare a produrre una ricchezza “sana”, diversamente da come accadeva quando era di proprietà delle mafie.

Per come è strutturato e per il calibro dei professionisti che sono coinvolti nella didattica, il progetto del Master in oggetto rappresenta un unicum a livello nazionale e ha raccolto rilevantissimi apprezzamenti da personaggi illustri e simboli della lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Grazie all'aiuto dei massimi esperti a livello nazionale  si è dato corpo ad un programma che ha impressionato positivamente per la sua concretezza e alta specificità.

 

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